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Il Sognatore Consiglia: Mozart, le Opere di Un Rivoluzionario tra le due Rivoluzioni

Wolfgang Amadeus Mozart, ormai è universalmente riconosciuto da tutti come un genio musicale immenso, capace di sovrastare, in fama e notorietà postuma tutti i suoi colleghi del suo stesso periodo, talmente grande e talmente anticipatore dei tempi che non fu capito totalmente dai suoi contemporanei, come in un certo qual modo ed in un'epoca differente capitò a Leonardo da Vinci. Se i Contemporanei di Mozart non colsero appieno il suo straordinario talento, forse troppo anticipatore dei tempi che vennero, Mozart al contrario, comprese fin troppo bene il suo tempo.

La seconda metà del XVIII Secolo fu pregno di avvenimenti, schiacciato da una parte dalle grandi monarchie assolutistiche come Francia e Impero Austro-Ungarico (i due regni più potenti ed influenti del continente) che facevano del dispotismo e dei privilegi di pochi vanto e pilastro del loro potere. Dall'altra il bisogno di libertà e uguaglianza degli uomini che da più parti il movimento del Lumi chiedeva ai regnanti del tempo, quel movimento di intellettuali che sempre più stava prendendo piede sul continente, gli Illuministi, presto avrebbe dato la spinta morale per i grandi sconvolgimenti della fine del Secolo.


La vita e il carattere di Mozart oscillarono sempre tra queste due spinte; da una parte la voglia del giovane di accaparrarsi la benevolenza dei potenti del tempo, dall'altra una sempre maggior insofferenza a queqli stessi potenti e una brama sempre maggiore di indipendenza da tutti, specialmente dal padre che, pur rinunciando alla propria carriera a scapito del talentuoso figlio, cercò sempre di imbrigliarlo in direzioni ben precise che il giovane Mozart, ad un certo punto non volle più percorrere a favore di una maggiore indipendenza, che gli costarono, sia ben chiaro anche la tranquillità economica.

Brevi cenni di vita del giovane genio: Wolfgang Amadeus Mozart nacque a Salisburgo il 27 gennaio 1756, sin dai suoi primi anni di vita il bambino dimostrò doti fuori dal comune, un vero prodigio per la musica, eccezionali doti mnemoniche e l'orecchio assoluto.

Il padre Leopold, già insegnante e compositore decise che un tale prodigio dovesse essere mostrato ed esibito, la famiglia intraprese un lungo viaggio presso le corti europee, alla presenza dei più illustri sovrani (Maria Teresa d'Austria, Luigi XV di Francia, Giorgio III d'Inghilterra, per citarne alcuni).

Mozart era vezzeggiato e coccolato da tutti, eseguiva composizioni proprie ed altrui, leggeva qualsiasi musica a prima vista, improvvisava su temi fornitogli all'impronta, cantava con voce d'angelo, riconosceva qualsiasi nota suonata da qualunque oggetto (strumenti, campanelli, bicchieri, orologi); sempre educato, sempre grazioso, Mozart divenne il passatempo della nobiltà del tempo.

Nel 1769, a soli 13 anni, il padre puntò a sud, in Italia, patria dell'opera e della polifonia sacra. Mozart fece i primi incontri significativi: a Milano conobbe il sinfonismo dell'anziano Sammartini e l'opera di Niccolò Piccinni, a Bologna il magistero contrappuntistico di padre Giovanni Battista Martini, a Firenze il virtuosismo violinistico del livornese Pietro Nardini, a Roma la celebre tradizione polifonica della Cappella Sistina, infine a Napoli, l'opera serie e buffa tanto di Jommelli quanto di Paisiello ed altri.

Il padre voleva un posto stabile presso qualcuna di queste corti, tuttavia ottenne solamente alcune scritture operistiche (Mitridate, re del Ponto, Lucio Silla, Ascanio in Alba), per il resto nulla, forse proprio per la strategia del padre-manager, presentare Mozart come un prodigio voleva dire a ben vedere rendergli più difficile il tentativo di essere accettato come un vero professionista da assumere. Agli occhi delle famiglie aristocratiche italiane, Mozart era poco più un balocco, un'attrazione. A Mozart e al padre Leopold non rimase altro che lasciare l'Italia; terminava così il prezioso decennio della formazione del giovane, a diciassette anni, per Mozart si apriva la prima fase della maturità che si concluderà nel 1781 con il suo definitivo trasferimento a Vienna.

In questi anni Mozart mette a frutto le particolari esperienze di viaggio e di stili appresi in tutta Europa per creare le sue prime composizioni significative come la Sinfonia K 183 in sol min, nella quale molti hanno visto la chiara influenza dello Sturm und Drang e la Sinfonia in la magg, i cinque concerti per violino ed orchestra del 1775; i primi concerti per pianoforte ed orchestra, tra cui spicca il K 271 in mib magg, nonché le prime sonate per pianoforte.

Mozart inizia a manifestare i primi segni d'insofferenza nei confronti del padre, posticipando il suo viaggio a Parigi a causa della relazione iniziata con Aloysia Weber, tuttavia obbedì nuovamente all'ordine del padre, a Parigi il giovane ventiduenne non trovò il successo che sperava, ormai adulto, non suscitava più la curiosità del pubblico. Tornato a Salisburgo, lo aspettava un ampliamento di funzioni (e dello stipendio), compose importanti musiche sacre come la Messa K 317 e K 339. Inoltre ottenne un grande successo dell'Idomeneo, re di Creta, rappresentata a Monaco nel 1781. Proprio il successo dell'Idomeneo fu una delle cause della radicale svolta che si verificò nella vita di Mozart in quell'anno, da bambino idolatrato e vezzeggiato da tutte le corti europee, ora mal tollerava di dover indossare la livrea rossa dei dipendenti della corte di Salisburgo, tanto che per inconciliabili dissidi interni col principe-vescovo Colloredo lasciò la piccola corte salisburghese per Vienna.

Mozart-Vienna-Vita-Opere Mozart, ormai venticinquenne, conscio del proprio valore, era pronto a gettarsi nella libera professione, nel 1781 si apre l'ultimo decennio di vita del genio, se dal punto di vista artistico esso fu costellato dai suoi maggiori capolavori, dal punto di vista professionale esso fu costellato dai suoi maggiori capolavori, esso percorse un tracciato a parabola: ascendente fino al 1786, discendente da quell'anno fino alla morte nel 1791. Certo il suo carattere molto particolare, ai limiti dello strambo non aiutò Mozart in certi momenti delicatii; poteva passare repentinamente dalla più profonda concentrazione musicale, alla più sfrenata vena buffonesca, forse perché abituato sin da piccolo dal padre ad avere bisogno dell'adulazione della gente.

A proposito vorrei citare la scrittrice Karoline Picgler cho lo conobbe e descrisse il seguente episodio del periodo viennese di Mozart:

"Appena mi sedetti al pianoforte e suonai "Non più andrai" del Figaro, Mozart, che era tra di noi, si mise alle mie spalle, evidentemente doveva fargli piacere perché canticchiava la melodia e batteva il ritmo sullla mia spalla. Ma poi improvvisamente avvicinò una sedia, mi disse di continuare a suonare la parte del basso e cominciò a improvvisare variazioni di tale bellezza che tutto col fiato sospeso si era fermato all'ascolto di ogni nota dell'Orfeo tedesco. D'un tratto però la faccenda gli venne a noia, si alzò e cominciò, come spesso faceva quando gli prendeva l'estro di fare il buffone, a saltare sui tavolli e divani, a miagolare come un gatto e fare una capriola dopo l'altra come un bambino scatenato".

Il tentativo da parte di Mozart di essere accettato a corte, registrò all'inizio una serie di risultati positivi. A Natale del 1781 suonò di fronte all'imperatore e al granduca di Russia, in una specie di gara strumentale con Muzio Clementi. Nell'anno seguente l'esecuzione del suo Il ratto del serraglio fu un vero successo, per quanto pare l'imperatore Giuseppe II abbia commentato "Troppe note caro Mozart", al che l'autore avrebbe risposto "Esattamente il numero necessario, maestà". L'accusa alla musica di Mozart di essere troppo difficile, elaborata e "piena di note" si fece di anno in anno più pressante.

Nonostante la stima e l'ammirazione di grandi ed affermati compositori come Haydn (che addirittura definì Mozart come il maggior compositore vivente) e Gluck, da cui prese il titolo onorifico di compositore di corte alla sua morte, la sua vita si fece dal 1789 di giorno in giorno economicamente più difficile. I lauti guadagni dei primi anni viennesi si erano dileguati con estrema rapidità (c'è chi ipotizza la sua passione per il gioco), anche perchè Mozart si era sposato con Costanza Weber, sorella di Aloysia, e ne aveva avuto un figlio. Lezioni private, concerti, commissioni non bastavano ad eguagliare la tranquillità finanziaria di un impiego fisso: il "ribelle" sognava un nuovo posto da lacché. Il buon successo dell'opera Così fan tutte (1790) fu funestato dalla morte dell'imperatore Francesco Giuseppe II, che fece interrompere la rappresentazione.

Si arriva di già alla morte di Mozart, essa prematura e improvvisa non gli concesse di attendere che i tempi cambiassero e che sopraggiungesse un vento a lui favorevole. Per di più la sua fine avvenne in una relativa oscurità di circostanze che dette adito a molte dicerie. Assolutamente non sostenibile l'ipotesi che fu Antonio Salieri, geloso del talento di Mozart ad averlo assassinato.

La causa della morte, avvenuta il 5 dicembre 1791, dopo molti giorni di malattia è probabilmente da attribuire a "febbre infiammatoria reumatica", come fu diagnosticato dai medici curanti. Secondo l'uso delle persone non ricche, il suo corpo fu sepolto in una fossa comune, per cui le sue ossa sono oggi disperse. Il suo funerale, a cui parteciparono Salieri, van Swieten e l'allievo Sussmayr, non avvenne sotto una terribile tormenta di neve, come vuole la leggenda: era una giornata d'inverno dolce e mite come le bellissime melodie create dal genio di Salisburgo.

mozart-statuas-vienna-celebrazioneMozart interprete e precursore del suo tempo: Mozart visse in un periodo molto fertille per i cambiamenti, questo sembra una contraddizione, poiché il compositore visse e lavorò all'apogeo dell'assolutismo e del dispotismo, tuttavia la fine del XVIII secolo fu terreno fertile per le Rivoluzioni; quella Americana, che sancì la nascita del grande paese democratico, fondato su pari diritti tra i propri cittadini, e la Rivoluzione Francese che nel 1789 sconvolse il paese e successivamente il continente europeo con le sue spinte di libertà, uguaglianza e fraternità. Questi principi non venivano solamente sanciti da filosofi illuministi su carta, bensì furono attuati ed appplicati concreatamente, dando il via ad una serie di grandi cambiamenti, non solo politici, ma anche anche sociali, morali e culturali.

Mozart ha sempre oscillato tra queste due correnti di pensiero: da una parte l'assolutismo e l'Anciéne Régime col mondo dorato ed ovattato dell'aristocrazia e delle ricche commesse ai compositori e dall'altra le spinte di maggior indipendenza e libertà. Mozart da un lato, supportato anche dal suo carattere frivolo e bisognosodi attenzioni ha sempre ricercato un posto al sole tra le ricche famiglie aristocratiche d'Europa, dall'altro dimostrò un considerevole coraggio, facendo spesso anche azioni controcorrente per compositori della sua epoca, dapprima svincolandosi dall'ingombrante ombra del padre-impresario, successivamente percorrendo la difficile strada della libera professione, che gli costò la tranquillità economica e fu una delle cause fondamentali ai problemi finanziari degli ultimi anni.

Apprezzato dai compositori suoi contemporanei come Haydn e Gluck, a volte non capito dai suoi contemporanei, Mozart e la sua musica vivranno per sempre, troppo innovativo e rivoluzionario per i tempi di allora, oggi è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi compositori di sempre e forse il più limpido e splendente talento musicale che la storia ricordi.

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